C’è un tempo per ogni cosa. Un tempo per ridere ed un tempo per piangere. Un tempo per parlare ed un tempo per ascoltare.
Il tempo che stiamo vivendo è un tempo strano. Sospeso. Fatto di attimi molto spesso uguali a se stessi. Un tempo di sofferenza e di privazioni.
Il virus ci ha fatto riscoprire deboli. Ci ha posto in una situazione di isolamento fisico e mentale mai provata prima. Ha aumentato le disuguaglianze sociali. Ci ha privato di una quota di libertà.
Allo stesso tempo, ha mostrato la forza, la tenacia e la solidarietà propria della natura umana. Infermieri, medici, operatori socio sanitari, autisti soccorritori, educatori, fisioterapisti, ausiliari: tutti hanno continuato e continuano tutt’ora a prendersi cura dell’altro.
Obiettivo di questo racconto per immagini è fotografare il personale impegnato nella gestione dell’emergenza COVID, nell’attimo immediatamente successivo alla fine del turno di lavoro. Quando la rabbia e la fatica, la concentrazione e la determinazione, la tristezza e la generosità sono ancora impressi nei volti, negli sguardi, nelle mani.
Fuori dalla retorica che li ha dipinti come angeli, tutti loro hanno dimostrato di essere semplicemente persone. Con tutte le loro fragilità.
Non eroi o martiri, dunque. Solamente persone. Che nonostante le paure e le ansie, hanno continuato a lavorare per tutelare la salute. Nostra e delle persone che quotidianamente curano.
Dietro ad una maschera.








